Uno scenario desolante quello che si è presentato davanti ai nostri occhi

 Anni di sacrifici per la valorizzazione e la sostenibilità ambientale del territorio vanificati dal sequestro cautelare

 

Nel corso della mattinata di ieri 4 luglio, due ufficiali di Polizia Giudiziaria del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, assieme a tre capi squadra del Comando dei VV.FF di Cagliari, hanno provveduto, a rimuovere i sigilli delle uscite di sicurezza al mare e quelli che consentono l’accesso alla cabina di spinta che regola l’intero impianto fognario, del Camping Tiliguerta.

 

Lo scenario che si è presentato davanti agli occhi dell’Amministratore Delegato Spiaggiadoro srl, Laura Deiana, è stato desolante soprattutto per il totale stato di abbandono in cui versa la componente floristica dell’area in questione che non è né Sito di Interesse Comunitario (SIC) né Zona di Protezione Speciale (ZPS), la cui valorizzazione è stata il frutto di anni di manutenzione portata avanti attraverso il progetto Tili EcoGlam. Un progetto unico nel suo genere che nella sostenibilità e nella valorizzazione della macchia tipica sarda ha posto i suoi capisaldi.

 

Infatti, a partire dal 2016 grazie all’azione svolta da un team di geologi, naturalisti ed esperti ambientalisti proprio in quell’area che seppur liberata dai sigilli, permane sequestrata, si è proceduto all’individuazione e rimozione delle piante invasive dannose, le cosiddette specie vegetali aliene invasive, e alla piantumazione di migliaia di specie vegetazionali autoctone, selezionate da un gruppo di naturalisti dell’Università di Cagliari. Questa tipologia floristica ha contribuito al ripristino degli habitat e alla valorizzazione e protezione del patrimonio naturale e culturale del territorio circostante, così come alla tutela del paesaggio. Il progetto, nel corso di questi tre anni, discostandosi dall’idea di aiuola ordinata, ha permesso di esaltare la macchia tipica sarda, selvaggia, ricca di profumi e colori.

 

“Che amarezza!”  – ha affermato Laura Deiana, Amministratore Delegato Spiaggiadoro srl – “La soddisfazione di vedere rimossi i sigilli, soccombe alla nostra più profonda delusione di aver visto anni di intensa attività, per la tutela e la riqualificazione del territorio, sacrificati e traditi paradossalmente da quelle Istituzioni e da quelle realtà che professano di agire per la salvaguardia dell’Ambiente ma che nella realtà sembrano spinte da motivazioni che con l’Ambiente non hanno nulla a che vedere.”

 

Nei prossimi giorni, verranno concordate con i Carabinieri le attività che consentiranno la manodopera degli impianti di spegnimento ed estinzione, lo sfalcio dell’erba, la pulizia degli spazi dalle sterpaglie, con la rimozione delle piante ormai prive di linfa vitale a causa del sequestro e che costituiscono un oggettivo pericolo per gli incendi.

 

“Abbiamo subìto danni per decine di migliaia di euro” – continua Laura Deiana – “che ci costringono a dover ricominciare tutto da zero, come se mai nulla fosse stato realizzato e chi ne esce sconfitto è, in primo luogo, il territorio locale di Muravera.”

 

 

Ecco come sarebbe dovuto essere il verde: